Lo sviluppo industriale e commerciale di Palermo fu relativamente più lento rispetto al Centro e Nord Italia, nonostante i notevoli successi ottenuti nel 1700 grazie alla produzione del vino, alla lavorazione della seta e all'industria dello zolfo. L'economia ebbe uno sviluppo maggiore a partire dalla seconda metà dell'800, per poi rimanere costante fino all'inizio del XX secolo. Molti finanziatori stranieri iniziarono ad investire in società di Palermo. Questi provenivano dal Nord Italia, dall'Inghilterra, Francia e Germania. 

Palermo fu colpita dall'inevitabile declino economico del secondo dopoguerra, seguito da un piano di espansione urbana avviato nel 1945 e terminato nel 1960, che provocò la distruzione di molti dei tesori architettonici locali, sostituiti da edifici in cemento, dettati dalla crescente speculazione e abusi. 

In anni recenti, vi è stato un interesse maggiore da parte delle autorità locali verso il recupero di alcuni edifici e siti storici sopravvissuti ad anni di corruzione politica e di abusi in ambito edilizio, ad opera della Mafia. Sebbene siano stati raggiunti importanti risultati, con la conversione di alcuni siti storici in nuove fonti di attività commerciale e sviluppo economico, il tasso di disoccupazione a Palermo resta elevato, soprattutto tra le generazioni più giovani.  

 

Negli ultimi 16 anni, più di 1 milione di persone ha lasciato il Sud Italia: metà di questi hanno tra 15 e 34 anni, un quinto possiede un titolo di laurea , e il 16% si sposta all'estero. Circa 800.000 non sono ancora tornati. Il numero di famiglie del Sud Italia in cui tutti i membri cercano lavoro è raddoppiato tra il 2010 e il 2018. 

La Sicilia è anche la Regione Italiana che ha registrato la crescita economica minore e più lenta dalla crisi che nel 2008 ha colpito il paese. I tassi di sviluppo sono scesi al di sotto di quelli della crisi. La crisi economica ha portato al fallimento di molte industrie, e adesso le poche rimaste non sono in grado di fornire opportunità lavorative sufficienti per i giovani. Mancano anche gli investimenti, a causa della frequente incapacità delle autorità regionali di fare un uso adeguato dei fondi europei. 

Follow